Arezzo Wave 1987

Parlare in poche pagine di un anno di ArezzoWave, quando ne servirebbe un libro per ogni edizione, posso farlo solo pensando a dare notizie, ricordi, foto e grafiche come titoli di capitoli di un volume, flash di storia con l’obiettivo di stimolare curiosità e far comprendere la complessità e la voglia di pensare
in grande di ArezzoWave fin dalla sua nascita. Magari un giorno arriverà anche il libro. Intanto buon viaggio…. nel tempo!

DATA: 19-22 Marzo 1987
LUOGO: palasport Le Caselle di Arezzo

ANTEFATTO
Erano i primi anni del nuovo palasport di Arezzo e ArezzoWave nasce dopo un 1986 che porta allo stadio di Arezzo una rassegna “Musica & Sport” dove nel piazzale un tendone ospitava un mega schermo per assistere alle partite del mondiale di calcio in Messico (il mondiale di Maradona) e dentro lo stadio con il palco sotto la tribuna suonavano decine di band aretine selezionate dal giornale di annunci aretino “PiazzaGrande” ( eh già!).

Marzo 1987
Il successo dell’evento spinge una giunta comunale illuminata retta dal sindaco Aldo Ducci e con i due Assessori a sostegno Paolo Greco e Paolo Nicchi a concedere la nuova struttura ad un’idea nuovissima all’epoca, un festival aperto principalmente ai nuovi gruppi della scena musicale italiana, in un periodo, marzo, lontano dagli eventi estivi e unico nel panorama italiano.

LONDRA ad Arezzo!
Un autobus rosso a due piani, il classico Bus pubblico icona di Londra, fu trovato miracolosamente dagli organizzatori e servi’ a fare da navetta tra il palasport e gli hotel della città con il suo carico di giornalisti presenti da tutta Italia. Tra tutti “Frigidaire” il mensile cult del la grafica e del fumetto alternativo italiano che intitolava in copertina “ArezzoWave la provincia insonne”

PUPO
“benefattore” con hotel e service Enzo Ghinazzi in arte Pupo appare tra i “lavoranti” nei credits del primo Lp, termine improprio che raggruppava chi aiutò ArezzoWave nell’edizione 1987. Pupo ci aiutò veramente, ospitando tutta la stampa nazionale nel suo albergo “Country Hotel” di Ponticino a pochi km da Arezzo, e fornendoci il primo service del festival di sua proprietà che se ben ricordo si chiamava “Ilaria Service” curato da Stefano Civitelli fonico con lui in ogni angolo del mondo e da Franco Comanducci, allora assistente, poi tra i più importanti realizzatori di palchi e strutture in Italia, tra i quali quello di Ligabue al Campovolo.

I NEGRITA prima dei Negrita
Tra i lavoranti stavolta si di fatica con casse e ampli da carico e scarico sul palco, troviamo poi i giovanissimi Paolo Bruni e Cesare Petricich componenti di uno dei tanti gruppi aretini dell’epoca, gli Inudibili. Fin dall’inizio originali e con un percorso segnato… poi il gruppo e loro stessi sul palco cambiarono nome con Negrita, Paolo è diventato Pau e Cesare ha tirato fuori un Mac, con Drigo una bella immagine di Arezzo musicale nel mondo.

BUKOWSKY yes!
Charles Bukowsky, per un pelo quasi veniva ad ArezzoWave!!
Su “PiazzaGrande” un angolo di letteratura e poesia era curato da Roberto Frulloni Doge del Casentino
cui ci univa una passione morbosa per il poeta e scrittore maledetto americano, alias Hank Chinasky,
al punto tale che il titolo della sezione curata nel giornale era “Post Office” come il nome del libro dello scrittore… Com’è come non è, ci prende la fissa di invitarlo, lettere all’ambasciata USA (allora internet
era lontano), contatto con la sua agenzia e poi con tempi postali luuuuunghissssimi arriva la lettera:
Charles ormai non si muove da Los Angeles, beve e gioca ai cavalli ma sta bene lì, ci ringrazia e ci manda
comunque una poesia bellissima che trovate, consumata dal tempo tratta da un numero di “Piazza-
Grande” del 1987.

Il cast e le attività culturali collegate

IL COLPO DI SCENA
Non ero solo in questa nascita di ArezzoWave.
Ero con un tipo da film che doveva esser il direttore artistico del festival e di cui evito il nome, poi capirete. Io curavo la parte logistica sicurezza strutture permessi finanziamenti (30 milioni di Lire il costo: 20 Comune, 5 Provincia, 5 Piazza Grande). Il tipo che mi aveva proposto il programma, che io avevo
sottoposto alle istituzioni e da loro accettato, scopro a un mese dall’inizio e con il materiale stampato che
se lo era totalmente inventato, perso dietro sostanze sicuramente strane per me e alteranti il giusto.
Evitato l’omicidio per buon senso scaccio lo pseudo socio e confermo il programma andando su e giù in
Italia convincendo artisti e giornalisti ignari. E nasce il festival …

GLI ARTISTI
Fin dalla prima edizione con gli artisti si è creato un rapporto di amicizia durato nel tempo, su tutti
Luca Morino ( allora Loschi Dezi e poi nei famosi Mau Mau ) e i Ritmo Tribale milanesi dentro come cui
mi sono trovato ai loro matrimoni e anche oggi ogni tanto con Edda (Stefano Rampoldi) ora casentinese, grande artista della musica italiana e immagine della copertina del disco del 1987.

GLI AMICI della prima ora
Molti i ragazzi che hanno reso possibile quel festival, su tutti, ma so di trascurarne un mondo, Lucio Malvestiti eclettico direttore di palco e non solo braccio destro, pieno di energia Peter-panesca, con la sua “Testata” fanzine storica del fine millennio aretino, e il braccio sinistro Riccardo Gambi, factotum universale, da autista dell autobus inglese a risolutore di ogni problema… e soprattutto da non fare arrabbiare mai, ma proprio MAI.
Gli altri personaggi di ArezzoWave li scopriremo più avanti, qualcuno in quegli anni prendeva il latte.

IL DISCO del primo anno
Con l’ambiente musicale milanese come quello torinese e poi parigino eravamo di casa, parlavamo la stessa lingua, e quindi è stato naturale coinvolgere i più stimolanti soggetti, da Radio Popolare a giornalisti come Stefano Ronzani e a musicisti e creativi come Stefano Eco degno erede del padre più famoso. Fu lui che realizzò il disco con la Emi e ricordo con sorpresa e soddisfazione la notizia, ero in Australia quando me lo comunicò e saltai… più di un canguro dalla gioia ;))

LE NOTTI di ArezzoWave
Come per ogni edizione di ArezzoWave ci siamo sempre presi cura del nostro pubblico dandogli eventi gratuiti in massima parte e continuando a curare l’accoglienza anche la notte. Non essendo un festival locale come adesso accade ad Arezzo e in molte parti di Italia, ArezzoWave ha sempre attratto molte persone da fuori per l’unicità della proposta, e fu così anche nell 87 . Si risolse il problema dell alloggio dei giovani che arrivavano da tutta Italia con un accordo con un locale ad olmo, il mitico Alice Club, di Lucio Massai, Stefano Caneschi e Alessandro Scapecchi. Il locale restò aperto nei 4 giorni del festival h24 di notte tutti a dormire e poi colazione ed altro.
Spero che questi piccoli flash vi aiutino a capire cosa è stato il contesto in cui è nato ArezzoWave e quanto era rivoluzionario per l’Italia musicale il suo progetto e la sua visione.
Sono gocce nel mare del nostro percorso, le prime feconde e in piena libertà …
Alla prossima
MV

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