Arezzo Wave 3 luglio – La terza serata al Festival

L’ultima data del Festival è sempre un giorno un po’ particolare.

Felicità, nostalgia, gioia e stanchezza; numerosi sono gli stati d’animo e le sensazioni che provano tutti i ragazzi che hanno vissuto il Festival a 360°.

Questa non è nient altro che la conseguenza di chi unisce il proprio spirito allo spirito e alla musica di Arezzo Wave.

Lo stadio apre le porte agli amici di Arezzo Wave alle 16 con il sole che batte forte nel cielo senza nuvole di San Giustino Valdarno.

ARX (Best Arezzo Wave Band Molise) aprono la lista dei gruppi emergenti Italiani, una voce che richiama e da il benvenuto a tutti gli amici che accorrono dalle zone limitrofe.

2ELEMENTI (Best Arezzo Wave Band Basilicata) e TANGRAM (Best Arezzo Wave Band Abruzzo) proseguono con performance che animano i presenti e risvegliano il pomeriggio; poi i GINAH (Best Arezzo Wave Band Veneto) con musica strumentale che cattura le orecchie dei presenti e infine i DUBLA (Best Arezzo Wave Band Puglia), con fan al seguito, si esibiscono esponendo il meglio del loro repertorio, fantastici.

Sono già le 19 quando i FLAT BIT (Best Arezzo Wave Band Marche) iniziano a suonare sullo Psycho Stage, la loro è una musica che piace, difficilmente identificabile, sappiamo solo che chi l’ascolta sorride e si rilassa.

THE FLYING MADONNAS (Best Arezzo Wave Band Lazio) suonano come ispirati dall’alto, probabilmente il sole che sta tramontando è fonte d’ispirazione, con una performance superba chiudendo la prima parte delle esibizioni sullo Psycho Stage.

Nel Main Stage si esibiscono i PIQUED JACKS (Best Arezzo Wave Band Toscana), gruppo dalle doti uniche, riescono a stupire il pubblico ogni volta che cambiano pelle e salgono su una piattaforma sopraelevata con strumenti. Il palco è l’habitat naturale dei ragazzi.

È la volta dei DAGOMAGO, il gruppo che si è aggiudicato lo scorso anno il titolo di Best Arezzo Wave Band 2015, con il loro sound che mescola indie-pop a tropical-punk a far ballare il pubblico.

Sono le 21.30 passate quando MUSICA NUDA – PETRA MAGONI & FERRUCCIO SPINETTI CON FAUSTO MESOLELLA iniziano a mettere in musica poesia, facendoci rivivere David Bowie, ricordandoci i PinkFloyd e stupendoci con ciò di cui un amante di musica non può fare a meno. Amici di Arezzo Wave che suonano e abbracciano, come se la “big family” sia dentro e fuori il palco, sempre.

THE BLUEBEATERS, un gruppo che riesce a stupire ad ogni live: suonano, fanno ballare e fanno urlare i ragazzi nel prato. Sono forti e tutti lo sanno, per un ora l’intero campo di calcio e le persone agli stand ballano a ritmo di BlueBeat!

E per concludere i DUBIOZA KOLEKTIV, una delle più belle esperienze di sempre, chi c’era può testimoniare. Artisti e pubblico sono un tutt’uno, tutti nel prato dello stadio a cantare e ballare a ritmo di musica balcanica, di storiche canzoni Italiane (vd.Celentano) rivisitate, slogan, abbracci e catene umane!

Non c’è stata cosa più emozionante che vedere intorno ad artisti venuti da Sarajevo, che suonano la chitarra costruita con i barconi dei naufraghi di Lampedusa realizzata da Giulio Carlo Vecchini, tanti giovani che cantano e si divertono scalzi su un prato alla luce della luna che è ormai alta.

Il sipario si chiude, timido. Le persone a stento vogliono lasciare lo stadio, lo spirito di Arezzo Wave era vivo!

Ora chissà. “Chi vivrà vedrà” diceva il proverbio. Speriamo di esserci in futuro, ma di una cosa siamo convinti, lo spirito del Festival non morirà mai.