Arezzo Wave 5/9 luglio 2000

Pubblico, artisti, organizzatori e partners pienamente soddisfatti per quello che è stato il più grande festival italiano della stagione. Un successo non solo in termini di numeri, che comunque sono del tutto ragguardevoli (150.000 presenze in 5 giorni di festival, record assoluto di Arezzo Wave che l’anno scorso aveva raggiunto le 130.000 persone e si pensava fosse un traguardo non più raggiungibile), quanto per l’ottimo riscontro di “critica”. Dove per critica non si intende solo quella dei media che comunque c’è stata quest’anno con una presenza e un riscontro notevole, ma anche la critica di pubblico e di addetti ai lavori (discografici e operatori musicali vari), quella che poi dà il vero polso della situazione, decisamente positiva in termini di proposta e di risposta.
La proposta è stata come tutti gli anni ricca di artisti di diversa estrazione e provenienza geografica, presentando così un ventaglio di stili che hanno coperto a 360 gradi l’ambito delle musiche pop e giovanili (dove il termine pop è inteso come diminutivo di “popular music”). Quest’anno si è trovato il giusto equilibrio nei concerti principali del main Stage tra la qualità musicale e la popolarità dell’artista, come nel caso di Moby che ha portato ad Arezzo 40.000 persone ed un concerto memorabile. Ma non sono stati da meno gli Asian Dub Foundation che hanno suonato davanti a circa 15.000 persone, e ne hanno fatte ballare buona parte, nella serata di apertura il 5 luglio; o i Jungle Brothers con 30.000 intervenuti ad assistere alle “evoluzioni” del loro spettacolo hip hop, o ancora la Rollins Band che con potenza live rara ha scosso lo stadio di Arezzo e suoi 30.000 spettatori mentre il giorno dopo i Negrita, che giocavano in casa con un concerto unico estivo dal titolo “Live in Alcatraz” hanno radunato 40.000 persone per la serata finale di Arezzo Wave.
La risposta è stata superiore alle aspettative, e stiamo continuando a descrivere in termini qualitativi e non solo numerici. Falsa modestia a parte sono stati numerosi gli espliciti apprezzamenti da parte del pubblico, degli artisti, delle istituzioni e dei vari partner, tra questi vorremmo citare la campagna italiana “Sdebitarsi” di Jubilee 2000 che ha raccolto qualche migliaia di firme e il Ministero della sanità per la campagna informativa di prevenzione e lotta all’Aids che diffondeva informazioni o il ministro Giovanna Melandri che ha fatto diramare dal suo ufficio un comunicato stampa in cui si poneva l’accento sulla validità culturale di Arezzo Wave.
Un’ultima curiosità per spiegare lo spirito dell’iniziativa: il servizio di sicurezza non aveva scritto nelle pettorine “security” ma un ben più morbido “friends”, e non è retorica. L’approccio a tutto é veramente più amichevole, più a misura d’uomo, provare l’anno prossimo per credere!

Manifesto Arezzo wave 2000 – Pablo Echaurren

Artisti:

Agatha Sound System – Aisha Kandisha – Alessio Bertallot  and guest – Amari – Amparanoia – Apnea Crew – Asian Dub Foundation – Bams – Be Quiet – Birdy Hop – Bluvertigo – C.O.D – Danesh – Dj Eva Cazal from Tresor – DJ Rob – DJ*nta – Double Machine – Dr Olive – Fanny – Farm Sound System meets Sud Sound System – Fattore Arancio – Flor del Fango – Fragment Orchestra – Francesco C – Gatto Marte – Gruntibugli – Guidance Crew – Hechos Contra el Decoros – Howie B – I Figli di Ogino – Jinn in Chaos – Joe Zanafredi – Julieta Venegas – Jungle Brothers – KarmaComa – La Sezione Ritmica – Lenine – Link – Maffia Soundsystem feat. DJ Rocca – Marco Fabi – Mario Corradini – Marygold – Mix The Lot feat. Joe Zanafredi e Drum – Moby – Mollybeth – Moviola – Negrita – Neurodisneyland – Ominostanco – Oz – Raja – Renato Scuffietti – Riccardo Petitti – Ritmenia Zoo – Rollins Band – Roni Size Reprazent – Royalize – Sandy Dillon – Ska P – Spasulati Band – Sud Side Funk – Sushi – Trait D union – TV Mars – Uto – Van Gogh – Verdena – Wang Inc. – Wax Poetic – Zuco103 – Xplosiva