Erriquez: Un mio ricordo di Arezzo Wave? 34.

Un mio ricordo di Arezzo Wave? 34.
(nella banda siamo otto teste che moltiplicate per quattro concerti + un’ ospitata di Gazzè + una sudata pomeridiana con i Matti delle Giuncaie = 34 immersioni totali nel Festival dell’ Amore)

Mauro: Pronto!

Erriquez: O Maurone ciao!

M.: O té, come stai?

E.: ….ma non sai nulla?

M.: De cosa?

E.: Ho appena saputo di avere avuto per qualche tempo il telefono sotto controllo e oggi i giornali hanno pubblicato l’ intercettazione di una nostra telefonata.

M.: Dio gàro!

E.: E’ un casino Mauro. Ci siamo noi due, nome e cognome! Si parla chiaramente di che razza di gioiello hai creato, che modello di spettacolo di massa e di amore hai messo sù. E’ evidente dalle nostre parole che le cose in Italia si possono fare anche strabenissimo, basta che a farle sia una persona capace. E lo sai che rischiamo di offendere la cazzarità italiana.

M.: ******* *****

E.: La storia di un Festival, che da una palestra stracolma di me e altri mille spettatori, dolcemente si prende tutta la città, Arezzo. La invade di musica, di teatro, di ossigeno stimolante e semina nel cuore di chi ci cammina e ci balla, la sensazione euforica di essere altrove. Di essere in uno di quei Festival oceanici e mitici che ci sono nel mondo, che vedi solo nei video. Ti sentivi tipo a Budapest, o anche alle Francofollies di Parigi come di Montréal.

M.: Ommadonnina! Ma… mica abbiamo fatto nomi?

E.: Cazzo… tanti Maurone! Ti racconto dell’entrata esplosiva dei Mau Mau nella mia vita, con il loro mondo acustico che tanto mi ha aiutato con la Banda, di Keziah Jones che con la chitarra a tre corde suona come un’ orchestra, di Mano Negra devastanti e io ignobilmente a casa schiavo di un bacio. Parlo perfino di Nicola Arigliano con il suo sorriso cosmico. Ma dove ti capita di goderti un anziano cantore di dolcezze che riempie di gioia ventimila persone sotto un palco!? Ventimila persone a cantare del pinguino innamorato, per poi esplodere in danze e cori con la Banda, in applausi d’ amore per gli After ed Elisa.

M.: E io che dico?

E.: Eh, tu ammetti di aver esagerato quella volta che facesti chiudere a Bandabardò e Ska-P provocando crampi e dolori intercostali a chili, tra gli spettatori danzanti. Poi tutti e due commentiamo gli ultimi anni, il periodo di Arezzo Wave che si trasforma in Araba Fenice. Muore e risorge splendida, continua a chiamarsi Arezzo Uéiv anche quando è a Livorno, nel Salento o chissà dove. E continuando sempre ad essere il LOVE Festival.

M.: O tè, ma io sta telefonata non me la ricordo. Senti… me copi e incolli l’ articoli?

E.: No. Anche perché mi sono inventato tutto, tranne i ricordi. Quelli sono veri ma non li dico mica in giro.

M.: Sei il solito cojone ma te voglio bene.

E.: (rumore di bacioni)

M.: (rumore di bacioni)

Erriquez – Bandabardò