Giuliano Sangiorgi: La città di Arezzowave, per noi tutto attaccato.

“Amo la Toscana.
Ho sempre amato la sua Bellezza, l’arte che la circonda in ogni angolo, i suoi poeti, pittori, scultori, le sue città, Firenze, Pisa, Siena, Arezzowave… Certo “Arezzowave“!!!
Non è un errore di battitura, è proprio Arezzowave che volevo scrivere.
È così che si chiama quella città che è un po’ il paese delle meraviglie per musicisti e artisti.
È il posto in cui tutto può succedere.
Le strade si riempiono di musica e nuove generazioni.
Ogni anno la città ringiovanisce.
Non invecchia mai perchè cambia pelle ogni quattro stagioni grazie a un festival che ha dato proprio il nome alla città.
Antichi documenti narrano che il suo patron Mauro Valenti, abbia voluto fortemente questo festival sin dai tempi di Dante Alighieri e proprio con lui abbia scelto il nome “wave”,  mentre il poeta e scrittore analizzava con cura la lingua italiana  nel suo “de vulgari eloquentia”.
Pare (almeno è così per tutti i musicisti italiani e non) che Valenti sia sempre esistito, come lo stesso festival, la stessa città.
Nell’immaginario collettivo è davvero il paese dei balocchi. Nelle tende coloratissime, attorno ai palchi, tanti palchi per concerti sempre più incredibili, si rigenerano nuove speranze, nuovi progetti per il futuro, grandi ambizioni e leggerissime spensieratezze giovanili.
È magia per tutti.
Non c’è angolo della città che non viva di questa piacevolissima atmosfera.
È la “wave”giusta che attraversa la città, quella delle sempre nuove generazioni che hanno nei miti proprio quello di una città rivoluzionaria come questa.
Artisti incredibili che si alternano su stage diversi, per ogni gusto, per ogni età e tutti sembrano sostenere questi giorni di magia mettendoci il meglio di quello che ognuno può dare, in ogni settore.
Ho incominciato a conoscere Arezzowave che ero quasi un bambino, su un opuscolo che invitava me e i miei amici a partecipare a questa “gita” speciale.
Un concorso musicale che ci avrebbe permesso di raggiungere la meta tanto ambita.
Ma il sogno si fermò alle selezioni regionali, almeno per allora…
Poi, “mentre tutto scorre” in quella città magica davvero tutto può succedere, ci siamo arrivati per due volte: prima sul palco pomeridiano e per la seconda volta sul main stage.
Roba da batticuore…Da non crederci!!! Un sogno!
Non ci sembrava vero: eravamo lì…sul palco più ambito da tutti, dove si incontrano generi musicali diversi, artisti da tutto il mondo e soprattutto le tue leggende.
Ora mi dicono che la città non si chiami più  “Arezzowave”, ma solo “AREZZO”.
Dicono che possono fare a meno di quella “wave” travolgente, che la città abbia già tanta storia e arte da vendere, anche senza nuove generazioni che la vivano in prima persona.
Dicono, ma intanto noi no! Noi non possiamo farne a meno perchè nella nostra testa AREZZOWAVE si scrive tutto attaccato ed è un posto incantevole e vogliamo che non finisca mai!!!
Come l’estate, come la musica…Come la vita!!!”
Giuliano Sangiorgi – Negramaro