Matteo Toni per arezzowave.com

matteo toni

Nuova exclusive per arezzowave.com. Questa volta ai microfoni di radiowave international Matteo Toni. Vincitore per la regione Emilia Romagna del contest Arezzo Wave Band 2013, un’intervista e due pezzi in acustico negli studi di Radiowave.

 

Siamo qui con Matteo Toni, che tra l’altro è il vincitore di Arezzo Wave Band EMILIA ROMAGNA del 2013.


Esatto!

Hai una chitarra bellissima, che tipo di chitarra è?


Questa si chiama Lap Steel semiacustica perché è una versione a metà tra un’elettrica e un’acustica; ha una cassa armonica piccolina, ma emette un suono che esce dai fori. È una chitarra che si suona sulle ginocchia, costruita da un signore che si chiamava Weissenborn che operò tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, tedesco che si trasferì poi in California, probabilmente da li fu esportata alle Hawaii e venne chiamata chitarra hawaiiana.

Ma lo stile con cui si suona come si chiama?


Chitarra slide. Slide perchè si suona con un aggeggio di metallo che si tiene nella mano sinistra che si chiama tone bar che non è altro che una roba che serve per spostare gli accordi da un punto all’altro slaidando da un arpeggio all’altro, arrivandoci in maniera graduale. Questa è la particolarità della chitarra che le da una configurazione quasi di canto, un parlato, una voce.

C’è molta melodia?


Si c’è molta melodia nelle mie canzoni. Io vengo da un immaginario in cui la melodia è molto importante, adoro la musica reggae roots che tendenzialmente è qualcosa di più primordiale, negli anni ’70/’80 del reggae la melodia aveva un ruolo importantissimo. Ma la stessa canzone italiana è basata sulla melodia, quella che abbiamo, nolente o volente, ascoltato da sempre. Anche se forse è l’unico punto in comune che ho con una certa tradizione italiana perché sono stato appassionato più di musica internazionale, di quella americana, inglese soprattutto.

Te lo fanno spesso il paragone con Ben Harper, ti dicono spesso, “Suoni la chitarra come Ben Harper”?


Magari! Ovviamente Ben Harper è stato, utilizzo il passato perché sono stato innamorato della prima produzione di Ben Harper, “The Innocent Criminals”, ma molto meno dell’ultima, che mi ha lasciato un po’ insipido. Se posso esprimere un mio modestissimo parere penso che abbia fatto un po’ troppa roba in poco tempo. Penso che per fare un buon disco dobbiamo lasciare un po’ sedimentare tante cose, forse è l’unica critica che faccio ad un mito che è Ben Harper, dal quale ho sicuramente preso tantissimo, ma non solo… Seguo Xavier Rudd che è un’artista australiano che suona questo tipo di chitarra e che mi ha influenzato molto. Insomma non sono tantissimi i riferimenti ai quali legarsi. Nello stesso tempo la mia ricerca, la mia sperimentazione è quella di cercare di suonare su questo strumento altre cose che non siano necessariamente legate al blues al bluegrass o a generi tipici…


Non sono molti i musicisti italiani che utilizzano la chitarra slide per cantare in italiano. Come va Nilla!Villa!? Ci hai regalato un pezzettino di Nilla Pizzi.


Nilla!Villa! è un disco di cui sono felicissimo e devo dire che va molto bene, perché il fatto di essere molto soddisfatti del proprio lavoro sia …

il primo obiettivo da raggiungere


Si… e va come vanno le cose in Italia. Per cui credo di avere un mio pubblico, un pubblico ristretto e molto di nicchia, perché penso che il genere che faccio sia una cosa non per tutti, semplicemente perché può appassionare solo alcuni, i più curiosi. Forse un normalissimo ascoltatore radiofonico pop non so quanto si possa avvicinare alla nostra musica. Va come vanno i live in Italia ovviamente c’è scarsa attenzione se non per i nomi del circuito indie più famosi..

e non molta intraprendenza dalla parte del mondo che dovrebbe produrre la musica… di talenti ne abbiamo tanti!  
Stasera suoni al Karemaski, mi dicevi hai un nuovo batterista ed è importante visto che siete in due, uno alla batteria, uno chitarra e voce, che siate affini, molto in sintonia


Si, noi facciamo il paragone con due colonne che sorreggono un arco quindi dobbiamo essere robusti tutti e due alla stessa maniera o scarsi alla stessa maniera, almeno la colonna sta su. Questo batterista, questa sera è soprannominato MR P, in quanto la sua identità non verrà resa pubblica per un gioco che stiamo facendo. Però sono molto molto carico, molto contento di poter debuttare con lui. Mi sembra di aver iniziato una nuova vita perché effettivamente con Giulio Martinelli, con il quale ho realizzato due dischi e un ep c’è un passato piuttosto lungo e quindi si rimette in gioco tutto quanto con un nuovo 50% del duo.

Il tuo ricordo delle selezioni regionali di Arezzo Wave Band? Poi le hai vinte e hai suonato al festival


Io ricordo un pomeriggio di relax, sdraiato su questo prato, in questa giornata assolata ad ascoltare i gruppi del pomeriggio, molto molto gradevole. Mi ricordo che eravamo nel palchetto di fianco al palco principale, però all’inizio della performance un bel culo stretto che non ci passava neanche un ago e un sacchissimo di gente e come mi succede tutte le volte, ho spento la luce e si è riaccesa alla fine del concerto. Però sicuramente una bellissima serata e un bellissimo concerto di Max Gazzè ci fu quella sera che non avevo mai visto dal vivo e devo dire che chapeau

È molto bravo! Grazie per averci regalato due belle canzoni Matteo


Grazie a te, grazie a voi, a presto!