Petra Magoni: Arezzo Wave era la nostra Woodstock

La prima volta che ho sentito parlare di Arezzo Wave avrò avuto circa 20 anni e cominciavo da poco ad aprirmi a musiche “altre” che non fossero la classica, la musica antica ed il canto gregoriano che studiavo e praticavo fino a quel momento.
Arezzo Wave negli anni ‘90 non era ‘solo’ un festival ma un luogo mitico, dove passare giorni e notti in compagnia ad ascoltare e fare musica, magari dormendo in tenda. Arezzo Wave era la nostra Woodstock, rappresentava il nostro essere giovani, il nostro entusiasmo e la nostra voglia di libertà.
In quegli anni a Pisa ed in tutta Italia fiorivano i gruppi che di norma componevano pezzi propri, e c’erano molti spazi dove potersi proporre: locali, concorsini, rassegne…..Arezzo Wave aveva anche creato un circuito di locali in tutta Italia per far girare i gruppi, cosicché l’esperienza non fosse limitata al giorno del festival ma aiutasse davvero i gruppi a farsi conoscere suonando in giro. Persino il piano-bar si faceva suonando….le basi sono arrivate dopo. Non c’erano i cellulari e non c’era internet. Ci chiamavamo a casa, usavamo i treni e le cartine geografiche. Avevamo voglia di stare insieme e di sprigionare energia. A Milano e a Firenze c’era il negozio Ricordi dove magari riuscivi a trovare qualche spartito anche dei gruppi rock che amavi, e venivi invidiato da tutti, che ti chiedevano le fotocopie. C’era voglia di essere ORIGINALI ma non per essere stravaganti ma per ESSERE SE STESSI, e si percepiva nell’aria quanto questo fosse possibile, tanto da sembrare addirittura NORMALE.
Nel 1994 entrai a far parte dei SENZA FRENI (un nome, un programma….) e con i nostri brani originali partecipammo, qualche volta vincendo, a vari concorsi e nel 1995 fummo scelti per esibirci sullo Psycho Stage….eravamo felicissimi! Fu una bellissima esperienza! Non eravamo molto pratici del music business, tanto è vero che dovendo suonare 20 minuti e non sapendo quali brani eseguire e quali no costruimmo un medley complicatissimo, pieno di stacchi, che li contenesse tutti e che durasse esattamente 20 minuti, provando per mesi come matti….a noi pareva un’idea geniale ma il pubblico non capì molto della nostra folle esibizione. 🙂
Esiste ancora qualche VHS di quella giornata……
Poi….poi…..poi  sono arrivate le cover band, e i locali non hanno più voluto gruppi con musica originale….. a seguire sono arrivati gli mp3 che hanno reso la musica di facile, facilissimo, consumo…..un usa e getta in pratica……..e infine i talent che hanno ferito ed indebolito il valore della musica e l’entusiasmo dei giovani, che con l’aggravante della crisi si sono visti privare della possibilità di essere quello che sono e che spesso credono che ci sia un’unica via per arrivare al “successo”.
Oggi con un “click” possiamo trovare informazioni, spartiti, canzoni…..ma non sappiamo approfondire, nulla ci rimane nella memoria, e così quello che potrebbe essere un ausilio enorme diventa un’arma a doppio taglio…..e nulla ci interessa più, e nulla ha più valore. La passione e l’entusiasmo non si trovano in rete ma dentro di noi. Noi, che ci facevamo le fotografie, poi portavamo il rullino a sviluppare e poi con i negativi facevamo le copie per gli amici. Quello, e il molto altro che ho già detto, era Condividere. Non sono nostalgica dei tempi passati e non cambierei la me stessa di ora con la Petra dei 20 anni, perché tutto quello che ho imparato e costruito in questi anni ha un valore inestimabile per me. È solo un bene, credo, ricordarsi e ricordare come eravamo per poter vivere al meglio il presente senza rischiare di essere fagocitati dall’immediatezza estrema che pervade ogni campo del nostro vivere odierno.
Sono poi tornata altre 3 volte al festival con MUSICA NUDA, il mio progetto con Ferruccio Spinetti, l’ultima volta allo stadio di Lecce, ed è sempre una bellissima esperienza anche se ovviamente la vivo in un altro modo ora che i concerti sono il mio mestiere. MUSICA NUDA è anche uno dei gruppi che Arezzo Wave ha fatto suonare durante una bellissima e divertente trasferta a NEW YORK.
Mi piacerebbe che AREZZO WAVE tornasse ad essere il punto di riferimento per tutte le nuove rock band, un posto dove la passione di chi suona è la stessa del fondatore, Mauro Valenti, e che venisse riconosciuta a questa manifestazione la valenza artistica e sociale che ha dimostrato di meritare negli anni, sia dalla città di Arezzo che dalla regione e dallo Stato, e mi auguro che possa aprire ancora le carriere di tanti grandi artisti come ha fatto finora con i tanti nomi che sono passati su quel palco negli anni.
Nel mio piccolo quello che cerco di fare tutti i giorni è mostrare con l’esempio che esistono molte vie per fare musica e che ciascuno può trovare la sua.

Petra Magoni – Musica Nuda